Obbligo dal 1° gennaio 2023, nei primi sei mesi basterà la domanda di attestazione.

 

Soltanto imprese edili certificate con l’attestato Soa potranno realizzare i lavori del Superbonus. A prevedere questa rivoluzione che trasferisce sull’edilizia privata la qualificazione oggi vigente solo per i lavori pubblici, è un emendamento approvato domenica notte dalle commissioni Finanze e Attività produttive del Senato al decreto legge taglia prezzi.

Il nuovo regime di qualificazione avrà però due vincoli:

scatterà dal 1° gennaio 2023 e varrà solo per lavori di importo superiore a 516mila euro. Durante il periodo transitorio dal 1° gennaio al 30 giugno 2023 chi  vorrà sottoscrivere contratti di appalto o di subappalto potrà farlo SOLO avendo firmato un contratto con una Soa.

La nuova misura mira anzitutto a contrastare il far west che si è scatenato con gli incentivi del Superbonus, in un mercato dove si affiancano soggetti fortemente strutturati a soggetti estremamente polverizzati e senza alcuna attestazione di affidabilità e di organizzazione degna di un’impresa edile.

Basti ricordare quanto denunciato dal Sole 24 Ore il 28 gennaio scorso con uno studio dell’Ance:

11.563 imprese neonate in sei mesi nel settore dell’edilizia e affini (Codice Ateco 41 e 43) con la sola iscrizione alla Camera di commercio. E solo il 39% degli imprenditori che hanno costituito le nuove imprese possono vantare un’altra attività in edilizia o una precedente esperienza imprenditoriale fatta nel settore edile. Con il restante 61% del tutto nuovo al settore dell’edilizia.