Ferrovie, Delrio sblocca 300 milioni per la messa in sicurezza delle reti più a rischio

Pubblicato il 11/10/2017          

Firmate le convenzioni per adeguare agli standard nazionali le ferrovie ex concesse: 115 milioni vanno in Puglia, 50 in Emilia Romagna, 46 milioni in Campania

Due anni per allineare gli standard di sicurezza delle ferrovie regionali a quelli della rete nazionale. Mettendo da subito a disposizione dei governatori 300 milioni di euro, da trasformare in nuove opere e impianti. È l'operazione lanciata ieri pomeriggio dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che ha firmato le prime convenzioni per attivare il piano di messa in sicurezza delle ferrovie "ex concesse" sulla base di una piattaforma operativa definita alla fine del 2016. Il denaro sarà assegnato principalmente a tre Regioni: Puglia (115 milioni), Emilia Romagna (50 milioni) e Campania (46 milioni).

«C'erano diverse situazioni che andavano sanate e con queste convenzioni iniziamo un percorso che ci porterà ad adeguare gli standard di sicurezza di queste ferrovie a quelli della rete nazionale», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Gli interventi su questa porzione di rete, lunga poco meno di 2mila chilometri, «saranno attivati nei prossimi due anni». Senza contare che ci sono anche altre linee, «isolate» dalla rete nazionale. «Per queste - conclude il ministro - abbiamo messo a disposizione altri 398 milioni e abbiamo già chiesto alle Regioni di individuare i progetti prioritari».

L'operazione affonda le sue radici a metà settembre del 2016, quando è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del Mit che ha fatto transitare 41 linee regionali sotto l'ombrello dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, compresa la Bari-Barletta di Ferrotramviaria spa, linea tristemente nota per l'incidente di luglio 2016. Nella sostanza, le nuove competenze dell'Ansf si sono tradotte nell'allineamento degli standard di sicurezza di circa 2mila chilometri di rete delle "ex concesse" ai livelli dei binari gestiti da Rfi. È stato, così, necessario mettere a disposizione delle Regioni nuovi fondi: sono così arrivati 300 milioni di euro, ripartiti dal Cipe a fine 2016.

Per iniziare a spendere i soldi, però, era necessaria la firma delle convenzioni tra Mit e Regioni. Un passaggio che è stato completato ieri, dopo l'individuazione dei progetti che potranno accedere alle risorse. La dotazione finanziaria complessiva, allora, sarà pari a 300 milioni di euro. Questi soldi sono stati divisi dando spazio soprattutto a tre regioni, considerando che 45 milioni vengono accantonati per possibili interventi futuri. Alla Puglia, allora, vanno 115,2 milioni di euro, il 45% dello stanziamento già assegnato. Al secondo posto troviamo l'Emilia Romagna, con 50,5 milioni di euro e poco meno del 20% degli stanziamenti. Poco sotto c'è la Campania con 46,6 milioni di euro e il 18% dei fondi. Queste tre zone, in pratica, rastrellano quasi tutto. Ci sono, poi, 15,6 milioni assegnati all'Abruzzo, 11,8 milioni per il Piemonte e 5,6 milioni per la Lombardia.

Il denaro servirà, principalmente, per l'adeguamento tecnologico delle infrastrutture. Ad esempio, per le linee ferroviarie esercitate con il sistema del blocco telefonico, senza alcun apparato tecnologico o con apparati con tecnologie obsolete, è stata prevista la realizzazione di impianti di segnalamento più moderni. È stata prevista, inoltre, l'installazione di sistemi di controllo della marcia dei treni, che servono a prevenire gli errori dei macchinisti. Ma nella programmazione ci sono anche interventi fisici, come la messa in sicurezza dei passaggi a livello.
 

PARTENARIATI E COLLABORAZIONI

    

logo ucsi   soaconsult       csan     logo proassicura

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.